Il 12 luglio 1780 rappresenta la data in cui fu completata, ad opera del mio antenato Vincenzo Oliviero, la realizzazione della cantina,come dimostrato sia da documenti notarili sia dalla data impressa sulla muratura della cantina di proprietà della famiglia Oliviero da oltre 220 anni.

Questa cantina è una vera proprio opera d’ingegneria. E’ stata scavata sotto un lastrone di roccia vulcanica di qualche eruzione pliniana ed ha una spessore da 3 a 5 metri. Queste cavità si sono create come conseguenza del fenomeno dell’ ingrottamento del magma vulcanico. Lo scavo della cantina,fu realizzato a mano, asportando la sabbia e rinforzando la roccia con opere murarie che ancora oggi svolgono la loro funzione statica di sostegno dell’ampio casolare sovrastante, di pertinenza dell’attività agricola che svolgeva la famiglia Oliviero nell’ampia tenuta. Nella cantina si vinificava e si conservava il vino proveniente da uve coltivate nella propria azienda e commercializzato nelle diverse cantine locali, nonchè per il consumo della locanda Fuocomuorto condotta dalla famiglia Oliviero.

Sono ben conservate i reperti dell’ attività di vinificazione come il pigiatore (luogo dove si pigiavano le uve con i piedi) utilizzato per l’ultima volta nel 1906, dove in seguito ad una eruzione vulcanica la cantina fu invasa e completamente sotterrata dalla furia di una lava di cenere mista ad acqua e sabbia vulcanica. Questo pigiatoio è stato conservato per 100 anni sotto 3 metri si sabbia e cenere. I lavori di scavo per il rinforzo della volta rocciosa della cantina lo hanno riportato alla luce nel Dicembre del 2006. Ben conservate sono ancora le due cisterne per la raccolta delle acque piovane in uso fino a pochi anni fa.

Sono ancora ben visibili le impermeabilizzazioni che venivano realizzate con il lapillo pressato per contenere le acque piovane. Molto interessante è anche il sistema di areazione della cantina con due aperture in posizione sud/ovest e in posizione nord/est.

L’ingresso principale è costituito da una apertura naturale della cavità originale. L’apertura secondaria ( nord/est ) è stata ricavata perforando i 3 metri di roccia su cui si basa il fabbricato rurale ed è stata fatta per garantire la ventilazione del locale cantina. Le due cisterne e le due aperture sono posizionate ai 4 punti cardinali tale da garantire una ventilazione ottimale in tutti i periodi dell’anno e in tutte le condizioni atmosferiche tali da garantire temperature e umidità per la ottima conservazione del vino Lacryma christi per tutto il periodo dell’anno e soprattutto nelle torride estati.

Questa cantina, nell’ultimo conflitto mondiale è stata utilizzata dagli abitanti della zona e da molti sfollati che provenivano dall’abitato di Resina (ora Ercolano) come luogo di rifugio dai bombardamenti degli americani, trovando ospitalità e sicurezza. Questa cantina è stata oggetto di ristrutturazione con opera di rinforzi per la migliore staticità dell’edificio rurale. La cantina è oggi utilizzata come luogo di conservazione del vino prodotto nell’azienda agricola di proprietà di Vincenzo Oliviero che ha ripreso sia l’attività di viticoltura che di vinificazione del suo antenato omonimo, producendo il vino Lascryma Christi D.O.C.

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